Le parole contano: alla scuola Drovetti l’empatia diventa la risposta al bullismo

Dalle parole che feriscono alle parole che costruiscono: un viaggio educativo per imparare il rispetto, l’ascolto e la gentilezza

Pietro Perrone

Dirigente Scolastico

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Nel percorso di crescita di un ragazzo, ogni parola ha un peso. Può ferire, dividere e isolare, oppure sostenere, accogliere e costruire ponti. Con questa consapevolezza nasce il progetto “Le parole contano… Scegli di essere gentile”, un’iniziativa della Scuola Secondaria di Primo Grado Drovetti pensata per prevenire e contrastare i fenomeni di bullismo e cyberbullismo tra i giovanissimi.

Rivolto a cinque classi tra prime e seconde, il percorso si è articolato in tre tappe fondamentali: tre vere e proprie “fasi di consapevolezza”  che hanno accompagnato gli studenti dall’esplorazione del sé fino al dialogo con la comunità.

“Io incontro, io cambio” — Il confronto con le storie

La prima fase punta al cambiamento culturale attraverso l’empatia, l’arte e l’incontro con testimoni esterni.

  • Per le classi prime, il percorso si arricchisce grazie all’incontro con Antonella Caprio, l’autrice del libro “Io valgo di più”. Gli studenti hanno dialogato direttamente con l’autrice per comprendere sia il vissuto psicologico di chi subisce il bullismo, sia le motivazioni che spingono chi lo commette.
  • Per le classi seconde, l’esperienza si fa teatrale con la visione dello spettacolo “Aras” di Antonella Caprio. Dopo la rappresentazione e l’incontro con attori e autrice, la classe partecipa a un debate aperto su temi forti: È davvero possibile cambiare rotta dopo essere stati dei bulli? La scuola riesce a essere un luogo sicuro per tutti?

“Io vedo, io rifletto” — Sguardo critico e cittadinanza digitale

Una volta rafforzata la consapevolezza personale, il focus si sposta sulle dinamiche di gruppo e sul mondo della rete. Con il supporto dei peer trainer (giovani tra i 18 e i 23 anni) e in collaborazione con SOS Villaggi dei Bambini, i ragazzi affrontano il delicato tema dell’hate speech, della violenza di genere e del cyberbullismo.

Attraverso la visione di docufilm e la testimonianza di storie reali, gli studenti vengono stimolati al dibattito. In piccoli gruppi si interrogano su domande fondamentali: Quali sono le parole che feriscono di più? Dove passa il limite tra uno scherzo e una vera prepotenza? Qual è il peso dei social media nelle nostre relazioni?

“Io sono” — Alla scoperta della propria identità attraverso l’arte terapia

Tutto parte dalla conoscenza di sé. Prima di poter comprendere gli altri o difendersi dalle dinamiche negative di gruppo, ogni studente ha bisogno di prendere consapevolezza del proprio valore e della propria unicità.

In questa prima tappa, i ragazzi lavorano sulla costruzione della propria “Carta d’Identità dell’Unicità”: non un semplice documento formale, ma uno spazio creativo dove poter inserire liberamente le proprie passioni, i sogni, i talenti, ma anche le paure e i valori che li guidano. Attraverso il disegno, ciascuno dà forma al proprio vissuto. Il momento centrale è il circle time, un confronto in cerchio dove gli studenti possono condividere spontaneamente ciò che hanno realizzato, imparando a superare gli stereotipi di genere e a sentirsi accolti e valorizzati dal gruppo-classe.

Questo percorso non si conclude con una semplice attività progettuale, ma con la consapevolezza matura che la gentilezza e l’empatia sono scelte quotidiane. Tra i banchi, nei corridoi e nelle interazioni online, gli studenti hanno ora nuovi strumenti di riflessione e ascolto reciproco per fare della propria scuola una comunità sempre più accogliente, inclusiva e attenta all’unicità di ciascuno.

La realizzazione di questo progetto è stata possibile grazie al contributo della Regione Piemonte, che ne ha sostenuto lo sviluppo nell’ambito del bando “Prevenzione e contrasto a bullismo e cyberbullismo”. Un sentito ringraziamento va all’Amministrazione regionale per aver investito in iniziative educative che promuovono il benessere degli studenti, la cultura del rispetto e la costruzione di comunità scolastiche sempre più inclusive e consapevoli.

Prof.ssa Maria Pina Liuni

Primo Referente Team antibullismo